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11月13日

Notte di plenilunio

 
Il cavaliere torna in patria.
L'armatura non brilla più
è ammaccata, squarciata
e adesso lo sente il suo peso.
Ha percorso centinaia di kilometri
ha attraversato boschi, vallate
scalato montagne
fissato il cielo scuro in mille notti solitarie
per andare a combattere una guerra estenuante
in nome di un supremo ideale.
Ha incassato i colpi nemici con dignità e stoicismo
Guardato l'avversario dritto negli occhi senza paura
Sferrato attacchi con vigore e passione
in nome di un abbagliante ideale.
Ha affrontato i momenti di disfatta
orgoglioso di sentirsi vulnerabile.
Logorato, stanco, esausto
senza più un cavallo
ha trascinato il suo implacabile cuore
fino a tornare qui.
Lascia cadere in terra quel che resta delle sue armi.
Mentre si spoglia del metallo consumato
vede lividi e ferite
sulle sue braccia
sulle sue gambe
sul suo petto.
Osserva con calma stanca il luogo che lo circonda
e non ricorda più da quanto tempo sia partito,
per quale motivo abbia galoppato fino all'altro capo del mondo.
Si domanda se gli ideali dietro a questa grande impresa
siano stati davvero così importanti
perchè ora che si trova solo con se' stesso
niente sembra avere più un significato.
Si chiede se mai tornerà a sentire
quella forza barbara che pulsa tra le costole
quel ribollire del sangue
quella meraviglia di intenti.
Ci sarà un'altra causa per la quale combattere?
Ci sarà un'altra sacra chiamata alle armi?
Non ora, non più. 
La sconfittà è ineluttabile.
Questo cavaliere adesso non ha più la forza di stare in guerra.
Questo cavaliere vuole solo sprofondare in un lungo sonno che gli conceda un po' di riposo.
Questo cavaliere desidera solo buio e silenzio.
 
11月6日

"Un pacchetto di Barclay marroni, grazie"

 
E alla fine ho ripreso a fumare.
Forse per fare passare più in fretta il tempo.  Forse per avere un po' di compagnia per 5 minuti.  Nella brace rossa della sigaretta bruciano valanghe di pensieri: anche le domande cosmiche, quelle giganti, sono tornate. 
Forse per accompagnare la rabbia col sapore disgustoso che mi resta in bocca ogni volta.  Forse per concentrarmi sul peso sul petto che sento la mattina quando mi sveglio, e distogliere la mente dai sogni appena terminati.
Forse perchè ogni volta che accendo il fuoco sento comunque un po' di calore. 
Forse perchè so che è la cosa più stupida da fare, ma almeno ho la conferma di quanto stupido io sia.